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Agricoltura

Sclerotinia [Sclerotinia sclerotiorum]

Parti vegetative colpite, sintomatologia

E’ un fungo notevolmente polifago che colpisce cucurbitacee, carota, sedano, finocchio, insalate, cavolo, pomodoro, carciofo, cardo, girasole, ecc. Perfino i frutti in conservazione (pere, limoni) e i rami non lignificati del limone sono talora interessati da attacchi da parte del patogeno.

Generalmente questo patogeno attacca piante già sviluppate dove si rilevano, alla base della pianta o lungo il fusto, lesioni brunastre con successiva marcescenza dei tessuti: le parti colpite si ricoprono di vegetazione cotonosa di colore bianco nell’ambito della quale non tardano a comparire masse scleroziali nerastre che possono raggiungere gli 8-10 millimetri. Anche i frutti prossimi al terreno sono soggetti ad attacchi di sclerotinia sotto forma di lesioni bruno-nerastre.

Nel caso del pomodoro (soprattutto in serra) il patogeno si manifesta di frequente e, spesso, si ha la rapida morte delle piante colpite.
Nelle cucurbitacee sono colpiti frutti sulle piante o durante la conservazione.
Nella maggior parte dei casi vengono attaccate le colture in serra che sono scarsamente arieggiate: condizioni ottimali per lo sviluppo sono rappresentate da temperature costanti inferiori ai 20° C per diversi giorni.
Del girasole colpisce lo stelo e la calatide, che vengono invasi dalla vegetazione miceliale del fungo, nell’ambito della quale si formano gli sclerozi.

Aspetti biologici ed epidemiologici

Il patogeno si conserva con gli sclerozi nel terreno per diversi anni. Nel caso del limone si conserva sui rami colpiti.

Gli sclerozi sono delle dimensioni di 3-10 mm, pertanto ben più grandi della congenere Sclerotinia minor (che eccezionalmente colpisce il pomodoro). Quando vi sono piante suscettibili, e condizioni climatiche favorevoli (temperature intorno ai 15-28° C ed elevata umidità), gli sclerozi germinano o originando un micelio oppure apoteci con disco concavo, giallo-bruno, del diametro di 5-7 mm e forniti di un peduncolo lungo 6-20 mm e invadono i tessuti vegetali delle piante attaccate. Essi sono tappezzati da un imenio ascoforo con aschi cilindrici otto-ascosporici che rilasciano le ascospore, responsabili nella diffusione delle infezioni.

Le ascospore, una volta libere, possono essere trasportate dal vento o dalla pioggia su tessuti recettivi di piante ospiti e, se vi sono le condizioni termoigrometriche ottimali, sviluppano nuove infezioni.

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