Fialoforosi [Cadophora malorum]

Gli esiti di questa micopatia si evidenziano sui frutti in post-raccolta, dopo un lungo periodo di conservazione in magazzino o in cella frigo. Le alterazioni si presentano sulla buccia sotto forma di aree brune tendenzialmente rotondeg-gianti, depresse, che spesso confluiscono mentre il tessuto sottostante si presenta leggermente imbrunito e spugnoso. In certi casi P. malorum può causare sui frutti di melo anche un «marciume del cuore» che può rimanere circoscritto alla zo-na carpellare oppure estendersi a tutto il mesocarpo.

L’agente di questa alterazione, il deuteromicete P. malorum (= Sporotrichum malorum) vive solitamente allo stato saprofitario nel terreno, su vari substrati organici, o sulla corteccia delle piante ed è in grado di contaminare i frutti maturi in campo o dopo la raccolta attraverso le lenticelle o microferite.

Spore di questo micete si ritrovano con una certa frequenza nelle acque di lavaggio dei frutti. Le strutture vegetative di questo micete, di cui non è nota la forma perfetta, sono costituite da conidiofori fialidiformi lunghi 5-10 micron portanti all’apice conidi ialini, unicellulari, della dimensione di 1,5-4 × 4-8 mi-cron.

Per contenere gli attacchi, sia pure poco frequenti, di questa malattia, risultano efficaci le applicazioni sia di cloru-ro di calcio che di vari fungicidi eseguite in pre-raccolta. So-no inoltre consigliate tutte le misure di profilassi adottate per limitare lo sviluppo degli altri marciumi di post-raccolta. Da segnalare che P. malorum è sensibile ad imazalil ma non ai derivati benzimidazolici.

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